postumi da workshop

E’ stato faticoso.

Fabrizio Capra l’ha progettato per me già un sacco di tempo fa… sì, lo so, l’ho raccontato in tutte le salse e sarete pure stanchi di leggerlo…

Sulla carta sembrava tutto semplice, un lavoro in discesa.
L’art director con la giusta idea, un fotografo di grande esperienza e il supporto editoriale di un magazine di settore, un portale emergente che mi avrebbe dato lo spazio per trasformare un workshop come tanti altri in un evento.

Le cose in realtà sono andate in maniera molto diversa: il fotografo si tira indietro all’ultimo momento, il sostegno mediatico è poco presente e mi ritrovo da sola, a 5 giorni dall’evento, a dover organizzare tutto dal niente.

Quindi è iniziata la sfida. Il primo a togliermi le castagne dal fuoco è stato lo studio fotografico, face4u fornendomi la massima disponibilità per “portare a casa” l’evento, poi grazie a veri amici di facebook e alla campagna sui vari gruppi, ho racimolato il manipolo di eroi che hanno dato vita ad una giornata di shooting divertente e intensa.

Quattro fotografi, un coordinatore, un art director e una modella: i 7 samurai!

Il tema era la pittura erotica del ’900 e in particolare l’obiettivo era la reinterpretazione, o meglio, la rievocazione di pitture di  Schiele, Balthus e Guttuso. Sulla carta la cosa può sembrare semplice, i dipinti si presentano scarni, con pochi particolari: opere in cui è il corpo a dominare la scena… peccato che quelle pose cozzassero irrimediabilmente con le caratteristihce di banale mobilità delle mie articolazioni. Mi hanno piegata, girata, stirata, allungata, alzata e abbassata: tutti con l’evidente pretesa di avere a che fare con un panetto di pongo anziché con una povera vecchietta.
L’ambiente rilassato, giocoso, ma allo stesso ben determinato nel raggiungere gli scopi prefissati, l’ha fatta da padrone. L’eterogeneità degli intervenuti ha consentito di sviluppare un tema apparentemente molto limitante in un’esperienza creativa in cui ciascuno ha contribuito con la propria idea, leggasi ognuno mi ha spezzato un ossicino o mi ha stirato un muscoletto.

E ancora una volta mi stupisco e mi rallegro del fatto di come i luoghi comuni siano distanti dalla realtà evidente dei fatti. Nel vedere le immagini – talvolta così esplicite – oppure immaginando il contesto di me – nuda e cruda – alla mercè degli obiettivi e degli occhi degli astanti è facile pensare a situazioni di volgare e gretta morbosità, di mera pretestuosità dello scatto a celare voyeurismo e perversione. Ma il vissuto fotografico smentisce chiaramente questa visione e in quattro ore di shooting neppure per un momento mi sono sentita oggetto di viscide lusinghe o attenzioni ammiccanti. E’ la solita tiritera, sto invecchiando e mi ripeto…

Lascio ad altri esporre i fotogrammi inerenti al tema, mi limito – come mia consuetudine – a pubblicare le “mie” foto: quelle che raccontano di me e del mio culo.

In particolare questa sequenza è l’evoluzione di un dipinto di Balthus: abbiamo giocato con un fondale nero e la mia figura che si staglia grazie ai tagli di controluce netti e la pennellata morbida che mi abbraccia dall’alto. Il mio corpo che emerge dal vuoto, con un netto richiamo all’erotismo ed alla sensualità fornito dal rosso del divano.

Non mi stancherò mai di ringraziare i fotografi che hanno partecipato con la loro pazienza, simpatia e piena disponibilità, oltre a Fabrizio che ha reso la cosa possibile.

Il prossimo workshop è fissato per sabato prossimo, basta un’email o un messaggio su questo blog per aderire.

 

6 thoughts on “postumi da workshop

  1. Come dice la cameriera a Frenchy in Grease.. “tutto è diverso da quello che sembra”…..
    PS: comunque Te la sei cavata alla grande, come sempre!

    • Alla fine non je la facevo più… però è stato veramente divertente! Ho visto il materiale e mi sembra buono, che dici?

  2. Un bellissimo shooting anche per gli amanti del foot-fetish. Molto sexy come sempre e divinamente resa la “carnalità” che adoro nella fotografia..

    • In effetti è un elemento purtroppo poco presente nei miei scatti, quello del foot-fetish. C’è tutto un linguaggio che ancora devo imparare, sicuramente uno degli obiettivi da raggiungere.

      • concordo…dovresti mettere più in risalto anche questo tuo aspetto…aumenteresti il “target”…
        te lo puoi permettere senz’altro…dici di essere callipigia…verissimo…sei anche callipode…suona male lo so…perdona questo vano vezzo

  3. Personalmente – sarà strano, direte in molti :-) – mi sono soffermato su quella mano che compare, distrattamente, nelle prime foto…quasi non sembra nemmeno appartenere alla modella…quasi provenisse dal basso…una via di mezzo tra una carezza sui capelli e un buffetto rassicurante sulla spalla…
    Per non parlare poi del colore dello smalto…
    Piccoli ma fondamentali dettagli…

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