Non si son fidati a lasciarmi le chiavi… così il rombo non l’ho mica sentito: né con le orecchie, né come vibrazione sul mio corpo… chissà come sarebbe stato!!!!
Così ho giocato a fare il centauro, o meglio una amazzone post-industriale. Vestitino fetish, latex, occhialoni vintage e cuffietta in pelle nera. L’abbigliamento fetish effettivamente mi si addice e mi trovo anche a mio agio.
L’occasione è stata un piccolo modelsharing in un’officina dell’hinterland milanese e la cortesia di un amico che ci ha offerto il suo gingillo a due ruote per questo shooting un po’ fuori dagli schemi del mio classico nudo.
Ho cercato di onorare la sua kawasaki ninja strofinandoci bene il sedere, spero che queste foto siano una valida testimonianza dell’impegno profuso e che lo rendano ancora più affezionato al suo bolide e soprattutto alla sua sella!
Il connubio donne e motori è inflazionato e abusato nella fotografia, non potevo esimermi dal compiere questo passo: una sorta di rito di iniziazione nel mondo delle “modelle”…
Effettivamente la cosa ha il suo perché: il delinearsi della morbidezza delle forme femminili, della rotondità del culo e dell’irruenza dei seni in netto contrasto con la freddezza del metallo, la potenza del motore, il piglio aggressivo della moto.
Quasi quasi la meccanica prende vita, diventa soggetto… ed è divertente spogliarmi per quella moto, quasi fosse lì a fissarmi: sfiorarla col mio corpo, appoggiarmici sopra con tutto il peso, con tutta la mia intimità più esposta nella vana e assurda speranza che da un momento all’altro quel motore potesse accendersi e rombare aggressivo tra le mi cosce.

























































Effettivamente il binomio donne & motori è inflazionatissimo e sembra incredibile che quasi sempre ci si dimentichi della seconda strofa del proverbio, ma tant’è… così va il mondo. Ad ogni modo va considerato che uno shooting che ricalca un tema consolidato è in sè una piccola sfida, per l’ambizione di realizzare qualcosa di diverso, di innovativo, di migliore, diciamo pure, rispetto ad altre realtà gia viste. Non ritengo opportuno comunque esprimere giudizi, per quel che riguarda le foto, ma semmai ripenso a tante considerazioni che ho fatto sull’argomento. In definitiva i motori esprimono la voglia di potenza, da sempre insita nell’animo maschile, mentre la nudità femminile ne rende materiali, concreti i desideri sessuali, gli conferisce una forma, insomma. In buona sostanza, due piccioni con una fava, nel senso che viene a visualizzarsi in un unica immagine un connubio di due forti istinti naturali maschili. Questo credo sia il motivo di un binomio così tanto sfruttato
beh, lo “sprint” della biker ce l’avresti tutto.Tu ce l’hai la moto?
..ho una Kawasaki anche io, solo che questa ha un che di benedetto!!
ottime foto comunque, complimenti :)