Ma quanta cazzo di strada faceva la Contessa per sciacquarsi la baginga?
Questo è il solo pensiero che mi assale intanto che mi arrampico, inerpico e trascino per i sentieri. Sono una donna di pianura. Ho il fiatone, mi fanno male le gambe.
Il posto mi dicono è molto suggestivo: ci incamminiamo basandoci sulle informazioni leggiucchiate sul web. Ci va bene che per i sentieri non c’è molta gente. Troviamo una piccola “radura” con accesso al torrente. Mi spoglio, mi cambio e cerco il modo di arrivare su un masso in mezzo al rivo d’acqua. Ho paura di scivolare, non posso saltellare da un sasso all’altro se questi sono a più di 30 centimetri di distanza. Tolgo le scarpe ed entro coi piedi in acqua. Gelida. Mi vengono i crampi. Il sole va e viene, non si riesce a tirar fuori una luce decente…
“Più avanti c’è il bidet della contessa”: un miraggio, una fantomatica laguna ancora troppo distante… ma ormai sono arrivata fin qui e proseguiamo…
Eccoci, una mandria di scolaresche invade i prati, e – la cosa mi fa incazzare come una biscia – parcheggio bello pieno di auto (altro che sfacchinata trai sentieri, vaffanculo!).
Delusa e tradita me ne torno a valle. Provo qualche scatto in una sorta di “bosco di rocce granitiche”, ma il sole se ne è andato e la luce è quella che è.
Stanca e affranta me ne rientro in paese. Unica consolazione sarà il piatto di bresaola e bitto che ci attende in un barettino… Vabbe’, non può mica andare sempre bene!






























Provaci ancora, baby :)
:)
Potevi posare immezzo alla gente di certo le foto avrebbero fatto scalpore ;-) Belle cmq anche queste. Saluti…
E chi se ne frega dello scalpore?
E alla falle con un po’ di pubblico sarebbero di certo intriganti ;-)
anche a una dea callipigia capitano queste cose? mi cade un mito ^_^