Il miraggio della libertà… in tanti lo acclamano e ad esso si ispirano. Tutto deve essere libero. Soprattutto se è gratuito, a maggior ragione deve essere deregolamentato.
E’ quanto ci si aspetta dai social network. Viviamo nella triste illusione che – poi ché ci è data possibilità di scrivere e condividere tutto ciò che vogliamo (così recita il marketing) – non ci siano limiti a ciò che possiamo esprimere.
In realtà non è così. Ci sono delle regole, ci sono dei termini di utilizzo ben precisi ai quali dobbiamo sottostare per poter far parte di quel gruppo.
E qui tutti i frustrati microcefali che hanno subito il ban, la negazione della prorpia manifestazione personale, si risentono, strillano e frignano appellandosi a dei diritti a cui hanno chiaramente rinunciato, non solo, chiedono l’intervento di rampanti avvocati che dovranno affrontare il colosso del web 2.0, naturalmente gratis, perché è in ballo uno dei valori più sacri dell’essere umano.
Ovvio che questi signori non comprendono che in tutto questo la libertà non ci è negata.
Siamo liberissimi di non iscriverci a facebook se le sue regole non ci piacciono. E siamo liberi di dire ai nostri amici, conoscenti e famigliari di non iscriversi o di cancellare la propria iscrizione. Così come facebook è liberissima di eliminare contenuti che non si addicono alla propria linea editoriale.
In un’unica frase: la libertà è la libertà di dire di no!
La libertà riguarda tutti, nessuno escluso, sia i “buoni” che i “cattivi”. Se non si comprende questo semplice concetto è meglio tacere, rimboccarsi le maniche e mettersi a lavorare: in qualche modo bisogna contribuire a questo mondo e alla società civile: piuttosto che farlo con idee sbagliate e velenose, meglio darsi all’agricoltura o alla carpenteria pesante.
In ultimo, ma in tanti già hanno capito di che tipo di personaggi sto parlando, questi signori – in nome della libertà di espressione – stroncano, cancellano e bloccano ogni voce in contrasto e fuori dal coro. Gli stessi signori che si indignano per la presenza di pagine che inneggiano al fascismo…












































son talmente d’accordo con te che devi lasciarti abbracciare.
non trovi anche tu che l’ipocrisia attuale faccia impallidire quella pre-’69 (al confronto quelli fanno quasi tenerezza)?
p.s.: che palle ‘sto captcha code…
Quelle con le cosce spalancate e a pecrina sono l emigliori come sempre ;-)